Video © Roberto Sonaglia
Buon Compleanno Samanta
Tanti Auguri Pulcina Mia.
Robi
Il profumo del tempo mi tiene per mano,
coi suoi petali soffici che sorridono al sole.
Mi siedo a guardare le ore
far crescere il fiore delicato nel
giardino dei miei desideri cercati
e trovati
con Te.
E' scritto sul bordo di questo sguardo fragile,
che fissa il futuro incredulo
mai sazio di secondi e di anni
e di Te.
E' nel canto di infiniti momenti che hanno
il mio nome, birichini e signorine
che vedrò crescere
in Te.
Credimi quando prego senza voce,
perché soltanto il silenzio
deve ascoltare i miei respiri,
e Tu,
coperta di promesse e vestita di bianco,
coi piedi nudi che toccano
leggeri
il prato dove costruirò
il nostro letto immortale.
C'è un albero di mesi in fioritura
a far ombra al porticato,
melodie napoletane sussurrate e gentili,
colline di speranza verdi anche in inverno,
e i nostri figli capiranno ogni parola,
che sia portata dal vento,
scorra fra i ciottoli dei ruscelli,
guardi il mare ballare,
accarezzi le nostre labbra
che hanno detto "si" alla vita,
al futuro, al blu dei cieli puri,
alle albe di giorni sempre nuovi,
all'adesso e all'infinito,
e le unisca
Per Sempre.
TI AMO Samanta
Buon 28 Novembre Amore Mio
Il Tuo
Robi
10.
La Danza dell'Amore
La Danza dell'Amore, una carezza di note,
soave come la melodia di una vecchia canzone:
..."Be My Baby"...
..."I'm Yours"...
I Raggi del Sole riscaldano le Foglie
ancora bagnate di Pioggia, con altro Oro,
e altri Profumi, a inebriare la venuta
del Nuovo Giorno.
Il Mattino segue l'Alba, e i suoi Cancelli
si spalancano, avidi di Vita,
densi di Sogno.
Il Fiore sussurra soavi sospiri,
e un petalo, due, si piegano delicatamente,
salutando l'ingresso dei Cavalieri che,
uno dopo l'altro,
varcano la Porta del Castello.
Il Ponte Levatoio si solleva,
e tutto è pace, e gioia, e Armonia
nella Casa.
Raggi di Sole e Pioggia Dorata
incessanti come Nuovi Mattini.
L'Alba non smetterà mai di aprirsi
nelle Luci Soffuse nella Notte.
Il Nuovo Giorno non smetterà mai
di Illuminare la Vita.
Io non smetterò mai di essere Tua.
9.
Il Giorno Nuovo
La Rugiada della Notte
Ricopre un Fiore appena sbocciato.
I raggi del Sole di Primavera
Rendono quelle Gocce di Brina delicata
Perle d’Avorio, che accarezzano
i Petali aperti ancora assopiti.
È l’Alba.
Il Canto degli Uccelli
torna a farsi sentire,
urlando l’Armonia della Vita.
Il Fiore accoglie il Primo Sole
Del Nuovo Giorno sussurrando
Ai Suoi Caldi Raggi
- Brillanti di Pioggia Dorata -
…“Sei Mio”…
E riparte la Danza Infinita
del Giorno Nuovo,
Sempre uguale ma Sempre diversa.
Per Sempre.
Un soave Profumo di dolce Rugiada
si posa sulle Labbra del Giorno,
Dorato come un incantesimo Rosa,
che urla l'Armonia della Vita.
Nella Casa.
Seduta in grembo all’Amore
accarezzo i respiri della notte
nella fioca Luce Rossa
del calore dei Sogni.
Non perdo un sospiro
dell’Estasi di Vita che
bagna i miei Desideri.
Un sorso di Gioia succhiato via
al battito del piacere
- Nucleo Centrale di un
Corpo innamorato –
imprime sulle papille
dell’Anima, che s’innalza
con la tua oltre i confini
dell’Infinito,
il sapore arcano del saperti Mio.
Puoi sentire la Linfa
di Passione
invadere il mio Sangue?
Lo senti il Velo d’Oro
avvolgere la nostra
nuda, profonda, intima
Armonia?
Sono carne che brucia
sotto il fuoco del tuo tocco;
prendila e fanne ciò che vuoi.
Trasforma il Paradiso
in un Rogo di Passione,
e alza le Fiamme affondandoci
l’Albero del Desiderio.
Hai fatto del cristallo dei miei occhi
la lama tagliente dei Nostri Respiri;
ora fai pulsare i miei Battiti
attraverso le Tue Vene:
sono Tuoi.
È TUTTO Tuo.
Sei la Luce Profana
che rende
Mistica la mia Vita.
Un po’ di pace, un po’ di luce, un po’ di Croce;
Giochi di passione, dolce comprensione,
risa di bambini che oltrepassano i confini.
Venti in collisione, grande indecisione,
grida abdicate in giornate affaticate.
Pasta per la festa, pane nella cesta,
luci già smorzate per le notti incensurate.
Metti un po’ di calma
in questa Vita colma,
ed ecco l’Incantesimo
pronto al suo battesimo.
I rumori della sera attutiscono
i miei pensieri stanchi
- vagabondi Dei nell’Olimpo dell’Anima –
echeggiando tra sussulti
di sfavillanti proiezioni remote.
sussurra al Cuore come
il vocio del mare in estate
bisbiglia tra vento e spiaggia
- calma e tempesta –
parole strette col laccio dei ricordi,
chiusi in una Bottiglia
smarrita da qualcuno.
Scavo tra le ombre
più nascoste dello Scrigno
e appari Tu
– calda Luce mai spenta –
con in mano le Chiavi del Custode,
rubate per farmi entrare con Te
nel Giardino del Padrone
ad ascoltare il suono della Musa,
e produrre Vesti di Parole da regalarTi.
Se il Signore è in casa,
questa notte Gli terremo compagnia.
Ricordo...
Attraversai l’America, era la prima volta,
panorami intravisti nei Tuoi occhi...
Quant'era strano...
Schermi gemelli, uniti sulla stessa
Strada,
i Tuoi occhi...
in cui si riflettevano visioni
del mio spirito, fatto di Aria e Fuoco,
e il Modo in cui vedevo era anche
il Tuo,
e già potevo dargli il Nostro Nome.
Ricordo...
quando Atlantide dormiva
un sonno chiuso nella Torre ermetica,
sotto quel Mare dove tante volte,
mi ero persa, lacerata, unita
urlando nel silenzio una preghiera,
un soffio di Vita che dal profondo
giungesse a Chi avrebbe fatto Riemergere
la corrente sottomarina...
Ricordo...
il Sole che splendeva a Liverpool,
in quei grigi giorni di primavera,
quando il dolore generò la Speranza,
e che mai dimenticherò...
E il Caldo di fine Maggio,
che sempre, e ancora più forte,
per sempre proteggerà
la mia Rinascita...
Gocce di Pensieri, leggeri e dolci,
riuniti in una Sacra Celebrazione,
Onde infinite in un Oceano di Emozioni,
più Forti nel loro incedere,
da quando il Vento, saggio misterioso,
le ha rese spose del Tempo e dello Spazio,
spingendo il loro moto in California,
su quella Spiaggia dove posso
amarti,
contro la Roccia dove non più sola
grido il mio pazzo, immenso, puro
Canto d'Amore.
Grazie, Amore Mio...
Grazie a te, Grazie di Esistere, ancora una volta.
XI. Il Risveglio
Mi svegliai di soprassalto, come se lo scossone dell'Onda che nel sogno aveva colpito il faro, fosse stato reale.
Il tempo di riprendermi dal brusco risveglio, e mi accorsi che non ero nel mio letto, ma sulla spiaggia, tra le braccia di Ronny, rannicchiata sul suo petto, sotto una coperta!
Era l'alba, mi ricordai di essermi addormentata mentre lui leggeva.
“Il Sole spunta all'Orizzonte, Figlio del Mare lambito dal Tempo, e del Cielo vestito d'Infinito.
Porta negli occhi il Colore del Vento, e nel Cuore la Voce del Paradiso.
Scolpisce Nuvole bagnate d'Aurora, soffiando petali di Stelle Binarie.
Torna al Mare donandogli l'Anima,
per ricevere in cambio il suo Cuore intriso d’Eternità.”
Mi sollevai sulle braccia guardandolo mentre dormiva... aveva un'espressione così tenera che per un attimo mi venne voglia di dargli un bacio, ma cacciai quell'idea alzandomi di scatto, svegliandolo inavvertitamente.
-Buon giorno!- mi disse sorridendo, dopo essersi passato le mani sul viso.
-Ciao... Scusa... ieri mi sono addormentata... e per colpa mia hai dormito anche tu qui fuori...- blaterai imbarazzata.
-Ma io non dormo quasi mai nella tenda, non preoccuparti,- mi rassicurò mettendosi seduto, –solo che... ho una sola coperta e...
-Sei stato gentile a dividerla con me, grazie- mi affrettai a dirgli prima che finisse la frase.
Lui mi rispose con uno di quei sorrisi che aprono il cuore, portando aria fresca profumata d'estate nelle sue stanze.
-E' bello dormire sotto le stelle, e svegliarsi col sole che sta per sorgere, non trovi?
-Carino, si– risposi mentendo, perché in realtà avrei voluto dirgli che era stato bellissimo addormentarmi, e svegliarmi tra le sue braccia. Ma non glielo dissi, e cercai di cambiare discorso, -Ho fatto un sogno strano, però...
-Ah si? Anch'io ne ho fatto uno... ma cominciamo dal tuo, dai. Che hai sognato?
-Mah... c'era un faro dietro la scogliera... un tipo vestito di bianco che diceva cose strane...
-Miguel...!?- disse Ronny con uno sguardo di sorpresa, -Un ragazzo messicano... vestito di bianco, sui vent'anni...?
-Si... ma perché è venuto davvero?- gli chiesi socchiudendo gli occhi, cercando di ricordare e mettere a fuoco quello che era successo, pensando di essere ancora stordita dal sonno.
-No... ma penso che abbiamo fatto lo stesso sogno– rispose balzando in piedi, -Nel tuo sogno, dopo che Miguel è sparito, siamo andati al faro?
-Si... siamo saliti in cima... c'era un bel panorama... poi mi sono svegliata quando...
-… Un'onda enorme si è abbattuta sul faro facendo tremare tutto!
-Oddìo Ronny!- dissi io mettendomi le mani sulla bocca, -ma com'è possibile?
-Non lo so, Sandy... cosa significa, secondo te?- Mi disse guardandomi con quegli occhi limpidi da bambino, in cui mi perdevo ogni volta che li incrociavo, -Comincio a capire cosa vuoi dire quando parli di cose strane che succedono su questa Spiaggia...- continuò camminando nervosamente avanti e indietro accanto a me, -Ora si che ho bisogno di una bella surfata!
-Io me ne vado Ronny... non penso di venire stasera... forse ci vediamo domani...non lo so...
-Va bene, Sandy... ma torni, vero?- Mi fece quella domanda con una punta di apprensione, che per un attimo mi fece sperare in un interesse nei miei confronti... ma cacciai subito quella speranza... gli piacevo, certo, ma come un'amica con cui ridere o chiacchierare... e d'altra parte, lui conosceva solo me in quell'angolo sperduto di mondo!
-Certo che torno! Ormai dovresti saperlo che non posso fare a meno di questa Spiaggia, no?- gli dissi ridendo e facendogli l'occhiolino, anche se in verità era di lui che non potevo più fare a meno...
Ronny mi sorrise e mi salutò, guardandomi mentre mi allontanavo. Mi voltai ancora una volta a guardarlo prima di sparire dalla sua visuale, facendogli un cenno con la mano, che lui ricambiò, e già sentivo la sua mancanza. Ma dovevo starmene un po' da sola a riflettere, su quello che era successo, e su quello che poteva significare.
“Non hanno mai parlato di questo Sogno rivelatore... né del faro. Ma ora capisco cosa vogliono dire quando parlano di 'Acqua nell'Acqua'...”
“Era giusto volessero conservarlo per loro. In fondo è la prima cosa importante che hanno condiviso.”
“Hai ragione. Ma non mi aspettavo di scoprire tanti segreti in queste pagine.”
“Ogni Magia che riesce a unire due anime, due cuori, e farne un unico sangue, deve rimanere segreta... altrimenti l'incantesimo non funziona!”
Gary sorrise a quella battuta di Rhonda, e riprese a leggere.
Uno strano Caso porta i pensieri
ai confini del Tempo,
parla attraverso i miei occhi di bimba,
mentre guardano l’immagine riflessa
di una piccola donna smarrita nell’Ade
dei silenzi urlati nel vento,
ai margini di un finestrino aperto sulla Vita.
Non una parola sfugge alle immagini
che prendono possesso della Casa,
fotocopie sbiadite di una notte d’Estate
non ancora trascorsa.
donandogli nuovi Bagliori incandescenti d’Amore,
sprazzi infiniti di Terra conquistata
al di là del Paradiso.
L’Ade torna negli abissi opachi
di un istante scivolato dalle mani di Dio,
Vapore di Nuvole soffiato da Gabriel e Raphael
spinge via il viola di un giorno d’Inverno
nelle caverne ghiacciate di un Cuore dormiente.
Il Sole torna a sfavillare sulle Colline
di Smeraldo coniate dallo sguardo del Re,
che si specchia nel mio regalandomi
il suo Magico Splendore.
Non c’è posto per il buio tra le Pieghe dell’Eden.
Al di là del Mare abita un Sogno
stretto da Quindici Vie,
contemplato dal Tempo che lambisce il Tesoro.
Nuvole e Vento sussurrano al Mare
parole che si intrecciano al Blu dell’Arcobaleno.
L’incanto del Sentiero Luminoso
sfocia nel magico Corso di una Proiezione Astrale,
promessa di Futuro tra Presente e Infinito.
Il Re impugna lo Scettro sorridendo,
indicandomi
nelle Grotte del Paradiso risuona l’eco
del Canto della Vita, che danza in compagnia
delle Note impresse nel Pentagramma di Fuoco.
Musica e Suoni si fondono tra Cielo e Oceano.
Camminando sull’Arcobaleno
Camelot si tinge dei Colori dell’Orizzonte,
dove l’Armonia abbraccerà il Cielo
vestendolo di Grazia.
Prologo.
L'Inverno del Mare
...Ed ecco che torno a sincronizzare la Mente con le Onde del Mare.
Ho passato tanti Inverni rannicchiata in un Angolo Roccioso d'Universo, a conversare con Nettuno, cercando la Sua Voce nel suono sereno delle Onde, escludendo il resto del Mondo che mi circondava.
Vento e freddo non mi spaventavano, anzi, erano parte integrante di quelle Onde che battevano forte sugli scogli, raggiungendomi nonostante la discreta distanza che mi separava dal Margine.
Lasciavo che gli spruzzi d'Acqua dolcemente salata mi arrivassero sul viso, gelati come punte d'Acciaio immerse nella neve, ma preziosi come perle di rugiada che lavano foglie d'autunno dalla polvere accumulata in una torrida estate.
Ascoltavo ad occhi chiusi le grida delle Onde, che si confondevano con le urla dei Gabbiani, messaggeri degli Angeli, portandomi a metà Strada per una sosta in Paradiso.
Restavo per ore persa in quella Dimensione parallela, vagando tra pensieri e fantasie, e spesso osavo chiedere ai Gabbiani come sarebbe vivere in un Faro, rimanere per sempre ad ascoltare il moto delle Onde infrangersi alla base dei miei sogni, portandosi via il tormento dei ricordi che scherniscono l'anima.
Loro mi dicevano di dare tempo al Tempo, che ciò che sembra impossibile non sempre è irrealizzabile... che avrei potuto abbandonare tutto ma non dovevo lasciar morire la speranza...
Chissà cosa pensavano di me, quei Gabbiani, ogni volta che mi vedevano seduta proprio qui, sulla stessa roccia in cui sono ora, una delle tante di questa scogliera che abbraccia la Baia, e avvolge l'enorme Spiaggia Bianca sempre deserta...
Aspettavo che passasse l'Inverno, in compagnia della mia solitudine, in attesa di quell'Angelo che mi parlava attraverso la voce dei suoi messaggeri, quasi promettendo che mi avrebbe trascinata via da quel volontario isolamento, probabilmente condizionata da una leggenda di queste parti.
Restavo lì fino a che i riflessi sbiaditi di un tramonto in bianco e nero mi riconducessero alla realtà quotidiana, sempre la solita, sperando l'indomani portasse qualcosa di diverso...
forse se tu lo domandi
domani ci troviamo
all'incrocio delle tue
braccia grandi
per correre a gridarci
ti amo
e cosa ci vuoi fare
se tutto questo
non e' ancora un paradiso
se non c'e' abbastanza notte
per sognare
e stai cercando pure tu
un sorriso
ti basta entrare in memoria
di qualche buona storia
e poi cliccarci su
VIII
Profumo d’Oceano
Seconda parte
-Sei qui da tanto?– mi chiede Angel Bob, facendomi sciogliere col suo incantevole sguardo, che accolgo volentieri nel mio.
-Una mezz’ora circa… sono arrivata in anticipo perché prima ho fatto un giro a Santa Monica… avevo voglia di mare!– rispondo sorridendo, senza lasciare trapelare le mie emozioni, mentre lui annuisce, -Sono passata anche davanti all’Ocean Park! Non mi aspettavo fosse così grande! E poi… è posto proprio sull’oceano, bellissimo!
-Prima non era proprio un luna park… Pensa che negli anni sessanta era un parco divertimenti sottomarino… poi fu chiuso… e diventò l’attuale Pacific Park…
-Capisco,- dico io interessata, -non lo sapevo…doveva essere splendido! Ma… tornando al discorso di ieri… Davvero i Luna Park ti fanno venire in mente scene di omicidi da film giallo?– chiedo divertita, –A me mettono un’allegria pazzesca, tutti quei colori!
Bob mi guarda in modo strano… è un’espressione che non gli ho mai visto sul volto, mi piacerebbe proprio sapere a cosa sia dovuta… chissà cosa gli passa per la testa in questo momento!
-Ma c’è qualcosa che a te non mette allegria?- chiede dopo qualche minuto di silenzio, sempre con la stessa espressione, che lo rende terribilmente sexy.
-Comincio a pensare che tu sia una di quelle teppistelle, che se vanno in giro con giacche lunghe fino ai piedi, e sciarponi arrotolati sul viso, mostrando solo gli occhi, ad imbrattare i muri delle spettrali città grigie, per riempirle di colori!- conclude ridendo.
-Hey! Io non sono una teppista che va in giro a fare murales!- rispondo, facendo finta di essere offesa.
Bob in realtà mi ha appena fatto un gran bel complimento, ne sono lusingata, e comincio a gongolare!
-Lo so– risponde lui sorridendo, –Ma i murales colorati li fai nella mia immaginazione, solo per contagiarmi con la tua allegria… Non sei una teppista, no… ho usato un termine inappropriato… perché tu sei una stella che vive sul mare, e parla con voce d’argento…
Queste parole appena pronunciate da Bob, mi stupiscono non poco… sento il viso divenire di fuoco, il cuore in tumulto pulsa all’impazzata, minacciando di uscire fuori dal petto, ma è colmo di gioia…
Sapere che lui ha questa considerazione di me, mi rende felice… un po’ mi spaventa, anche, perché ormai so per certo che Bob sta diventando indispensabile per me, mi illumina vita, come il sole illumina il mondo, e ho paura di non saper più fare a meno di lui...
Tra di noi ora c’è quel famoso silenzio pieno di parole urlate dai pensieri, quelle che, pur restando bloccate in gola, non si può fare a meno di ascoltare…
E dopo qualche attimo d’imbarazzo -dovuto più che altro al fatto che siamo in un luogo pubblico- cerco di riportare l’atmosfera allo stato iniziale, rigirando il discorso su un argomento meno ingombrante, cioè il Luna Park.
-Senti ma… perché non ci andiamo io e te a questo benedetto Pacific Park, visto che ne stiamo parlando da ieri sera?- Gli chiedo improvvisamente.
-Ma dai! Non siamo un po’ troppo vecchi per andare in un Luna Park?- risponde ridendo, come se avessi detto chissà quale assurdità.
-Come? Ti fai influenzare dalla carta d’identità?- insisto io, -Su, dai! Sarà divertente… e poi… io vorrei riuscire a salire su una ruota panoramica… soffro di vertigini, e ne ho sempre avuto paura.
Sono sicura che con Angel Bob accanto, nemmeno le vertigini l’avrebbero vinta. Quando lui è con me, non mi spaventa niente.
-Ah! Allora dobbiamo andarci!– Dice lui sorridendo, e facendomi l’occhiolino, -Io ci manco da quando avevo 10 anni, ma non importa… al diavolo la carta d’identità!- continua, picchiando il bancone col pugno chiuso, -Su, andiamo!- conclude alzandosi, guardandomi entusiasta con quegli occhi di bimbo cresciuto.
-Andiamo!– rispondo alzandomi a mia volta.
Non vorrei che Bob cambiasse idea... Il pensiero di restare sola con lui, senza gli occhi degli amici puntati bonariamente addosso, anche se in mezzo a tanta altra gente, mi elettrizza, e immagino che ci divertiremo da matti, come sempre, quando siamo insieme, se non di più, considerando il contesto!
–Prometto che ti terrò ben lontano dal tunnel degli orrori, così non dovrai temere di trovare qualche cadavere tra gli scheletri di gomma piuma!-
aggiungo, prendendolo in giro.
Lui ride, e dopo aver salutato Joe -che continua a divertirsi, chiedendoci se andiamo a prenotare il viaggio di nozze- ci avviamo in macchina per accingerci a vivere qui, in California, nella Città degli Angeli, una giornata che si prospetta grandiosa, sicuramente da non dimenticare.
Decima Tappa: Nettuno
L’arrivo sul Mondo
I Pianeti urlano il Fuoco Sacro,
che arde nel sangue delle Anime Elette.
Il Vento soffia tracce d’Aria inebrianti,
che riempiono i polmoni di spruzzi di Vita rigenerante.
Le Galassie donano Acqua Pura,
che ricade sui Capelli di chi Vola nell’Amore.
Le Stelle illuminano Via del Sole,
intonando Canzoni di Luce Dorata,
che nutrono il Cuore di chi le Ascolta.
La Luce Intermittente reclama NOI,
Viaggiatori al centro dell’Universo,
che plasmiamo i Sogni dando Vita alla Realtà.
Vediamo il Mondo avvicinarsi,
ha il colore del Cielo e del Mare quando si Toccano,
la Luce arriva da Lì, bianca e splendente,
si intensifica e diventa fissa,
attirandoci come Magneti al Ferro.
È il PUNTO dove Sogno e Realtà si fondono e diventano NOI,
il Varco che Unisce Tutte le dimensioni,
lo stiamo attraversando tenendoci stretti, con le Mani e col Cuore.
La Luce si affievolisce, sempre di più,
fino a sparire quando poggiamo i piedi a terra,
rendendo visibile la Meta del Viaggio.
È il Paradiso sospeso tra Cielo e Oceano,
tra Sogno e Realtà.
Un Letto di Mare e una Trapunta di Stelle
sono la Magia della prima Realtà,
un Divano Rosso su una Spiaggia Bianca
è lo sfondo del Sogno.
Un Gabbiano schiude le sue Ali e si alza in Volo,
il Viaggiatore lo chiama Melville.
È stato il Custode del Mondo fino al nostro arrivo,
ed ora è felice di darci il Benvenuto,
prima di nascondersi dietro l’Orizzonte.
È la Fine di questo Viaggio, e l’inizio di un Altro,
che comincia da Qui.
Da Casa.
