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09/12/10

In My Life

C’erano volti e cose e strade, e gli alberi nei viali, e il sussurro delle api che ronzavano nei pomeriggi d’estate, quando il pallone sbatteva contro il muro, e Franceschino parava i rigori da tre metri di distanza, e Francescone aveva la collezione completa dei tascabili di Charlie Brown, e c’era il sottile dispiacere della fine del pomeriggio, e il richiamo della notte che avrebbe portato un altro giorno di quaderni e matite, e un altro albo dell’Incredibile Devil che mi avrebbe comprato mio padre.

Sono cresciuto in mezzo a cuori di cristallo.

E li proteggo dentro il mio.

Oggi danno il benvenuto a un Nuovo Giorno.

Al Sole che splende in Menlove Avenue, Liverpool, UK.

And these mem’ries lose their meaning...

28/11/10

Nirvana

Nirvana

Vortici di schiuma di mare portano in superficie ciò che di me ancora era immerso nella notte.

Solletica la pelle, l’acqua frizzante della Nuova Fonte, mentre mi spinge sulle sponde dell’Io.

Sento il Vento correre attraverso il Destino.

Il Sole mi attende. Il Suo Fuoco riscalda la Strada della Vita.

La Terra sotto di me sembra prepararsi all’esplosione del Mondo. Scalpita, mi incita a saltare, mi spinge verso il Cielo. L’arroganza delle Nuvole accerchiate dall’umile soffio caldo del piacere della Scoperta è l’essenza dell’ultimo Viaggio.

Stacco in volo e sento il sangue pulsare come fosse un toro in preda all’ira.

Le membra sottili fluiscono radiose nell’Aria tersa dell’Estate Infinita, Sogno divenuto Realtà.

Ascolto la Musica dei Sensi, dolce Melodia del Tempo che porge piano il suo Braccio virtuoso al Futuro imminente.

Respiro e inalo la Grazia profumata dai Fiori d’Arancio sparsi tra Sentieri di Stelle.

Guardo dall’Infinito la mia vecchia vita, la baratto con la Nuova piena di rinata Coscienza.

Non c’è Luce che non lanci sospiri di Lui, mentre mi avvolgo tra Lenzuola di Speranza divenuta Certezza.

Alzo gli occhi verso l’Alto. Lo vedo.

Turbini di Meraviglie si spalancano ad accogliermi nella Nuova Era. I Cancelli si spalancano a sorprendere il Mare di Desideri che colmano la mia Anima di Visioni concitate.

Gusto il sapore della Sua – Nostra! – impazienza. Mi aspetta.

Guarda ridendo il mio avanzare attraverso la Porta dell’Universo creato per NOI.

Sorrido, abbraccio l’Altare Rosso che mi ha preparato. Lo tocco.

Sento l’Estasi inglobare ogni cellula della mia Volontà, essere Sua è ciò che voglio.

Sono da Lui. Lo stato di Grazia e di Pace che mi circonda, spoglia gli abissi della mia vecchia esistenza.

Ho finalmente raggiunto il Nirvana. E Lui mi accoglie tra le braccia infinite della sua Perfezione.

 

TI AMO Roberto

 

Buon 28 Novembre Amore Mio

 

La Tua

Samanta

21/11/10

Poesie d’Oro e d’Argento XV

15.

I Colori del Mattino

Il Mattino ha preparato per te

un risveglio al profumo di Mare,

nell’incanto della notte

che svanisce nei Flutti

VerdeRosa dove hai gettato

l’Ancora dei Sogni Marmorei

dipinti da una Forza senza fine.

Intreccia il gusto salato della

Brina nata sull’Albero Maestro

al dolce Succo di Rugiada mattutina

ancora assopito dal Calore

delle Parole Dorate.

Mischia il Blu del Nuovo Cielo

al Verde della Potenza d’Oceano.

L’Odore del Vento è ancora

attaccato alla Marea,

prima che svanisca

rendilo Infinito.

 

Mi tuffo nell'abbraccio Infinito del Mattino,

immerso nell'ebbrezza VerdeOro che sa di sale di Mare,

di Brezza di Vento,

fremendo mi schianto come

un'Onda Marmorea alle Porte dell'Alba.

Con quell'Odore attaccato al

Per Sempre.

15/11/10

Poesie d’Oro e d’Argento XIII







13.

L'Anello di Fuoco

Sciogli i sospiri fasciati d'Argento,

fluidi lungo la Linea dolce dove si posa

una Lama sottile di parole,

lasciali giocare,

falli muovere a tempo

coi Vortici in Fiamme,

mentre il

Vertice della Vita

salta nell'Anello di Fuoco.

Dorata Rugiada

sulle Labbra.

Giochi nuziali

e il Contratto del Re.

Un ciondolo siglato

col Tuo Nome e il Mio

danza sulle tue caviglie.

E Tu canti la

Canzone

dell'Estate Infinita.

Senza respiro.

 

Sciolgo quei sospiri sussurrando la Canzone dell'Estate,

che suona dieci note strette intorno al Vertice della Vita.

Mentre la Rugiada Dorata accarezza la Grotta di Fuoco,

e i Cancelli aperti accolgono la Tua Volontà.

 

Senza respiro

ti chiedo di tuffarti

nel rosso profondo

della mia Anima.

Accetta i miei Doni

regalandomi il Legno Pregiato

della tua Passione,

offrimi le tue Calde Parole

intrecciate all’Alba di Fuoco

dei miei sospiri.

Muoviti tra le Fiamme

del mio DNA che ti appartiene.

Vestiti della mia Canzone

e fanne ciò che vuoi.

 

Emozioni Blu senza respiro, accolte dall'Anima arrossata,

ma ancora non sazia, e ancora ebbra dei Doni ricevuti,

e quelli da ricevere.

Un ordine e il Legno Pregiato scivola sull'Onda

incurvata dal Vento,

forte e profondo nell'Alba di Fuoco dei tuoi sospiri,

penetrando la Genetica della Tua Canzone,

e legandola a sé con la Dorata Catena del Comando.

Ti prendo e faccio di Te la mia Casa.

12/11/10

Poesie d’Oro e d’Argento XII

12.

La Danza del Mattino

Il Mattino apre le Porte, aera le Stanze,

battute da Venti sbarazzini e Gocce di Pioggia Dorata,

spazza il Pavimento dall'incantamento

di un attimo, per rendere Eterno il sospiro

di una Musica suonata a due Mani,

Dieci Dita scorrono sulla Tastiera,

a piedi nudi la Lama d'Argento

s'incammina sul Ponte Levatoio.

E' Festa,

la Festa del Rinnovamento,

e il Castello si riempie

di Bianchi sorrisi,

e brindisi di Lava

infuocata.

La Musica suonata a due mani,

si sente in tutte le Porte del Castello.

La Lama d'Argento diventa rovente per l'occasione.

Il Ponte Levatoio che sorregge i suoi Passi va a Fuoco.

 

Le Danze sono appena cominciate.

il Tamburo batte il Ritmo

nella soave Melodia della Vita

lasciando che la Musica

riecheggi in tutte le Stanze

della Casa.

Il Brindisi continua

facendo scorrere il Fuoco

della sua Lava incandescente

sui Cancelli Segreti,

sbattuti dal Vento feroce

dei sospiri Padroni del Re.

 

Le Stanze della Casa si riempiono di Armonie e Note,

i danzatori prendono posto al centro della pista,

vestiti di Colori che profumano di Domani,

pronti a battere il pavimento coi Passi

di un Tango sudato e bagnato

dal Brindisi di Lava incandescente e Pioggia d'Oro.

Il Vento feroce batte i Cancelli Segreti,

i sospiri Padroni esigono di entrare nel Castello

dove attende la Sposa Promessa.

09/11/10

Poesie d’Oro e d’Argento XI

11.

E' Festa nella Casa del Re

Il sospiro del Mattino

Profuma l’Alba di Vita.

Il Giorno Nuovo prepara le Stanze

All’arrivo del Sole,

ancora sdraiato sul Monte della Dea.

Il Ponte Levatoio si cala

Sulla Bocca del Lago incantato,

spianando la discesa della

Pioggia d’Oro nella Grotta di Fuoco.

I Cavalieri varcano le Porte del Castello,

la Marcia della Sera è appena cominciata.

È festa a Casa del Re.

La Casa è pronta a ricevere gli Ospiti.

 

Nel Rinnovamento del Mattino

la Vita si tuffa nell'Oceano Dorato,

e il Sole, ancora sdraiato sul Monte della Dea,

bagna di Luce le Porte del Castello.

E' Festa nella Casa del Re,

per il Padrone e la sua Regina.

14/08/10

Benvenuti a Casa Sonaglia


La Strada e il Cielo di Roberto Sonaglia

Finalmente abbiamo deciso di inaugurare la Nuova Casa, traslocando i nostri Blog monolocali in Questa Nuova Dimora.

Abbiamo trasferito qui tutti i post di California Robi, California Samy e California Living, ed è qui che, d’ora in avanti, condivideremo i Nostri Pensieri, le Nostre Poesie e i Nostri Racconti, fra Noi e con chi vorrà seguirci.

Vi diamo quindi il benvenuto nella Nuova Casa, dividendo con Voi una canzone per Noi molto importante, ad accompagnare immagini che raccontano la Nostra Storia.

L’Angelo e l’Ondina sono adesso un Uomo e una Donna, Roberto e Samanta.

Qui inizia il resto della Nostra Vita.

Benvenuti a Casa Sonaglia!!!

Roberto e Samanta

28/05/10

Dalla finestra affacciata alla Luna – 28 Maggio 2010

FinestraLuna

 Ciuffi arruffati e dita impiastricciate,
con quei sorrisi che dipingono i corridoi
di rosa e celeste,
dalle finestre affacciate sul mare,
sentirli cantare di bambole e pennarelli,
poi motori e ombretti, e ancora
d'amore e vederli arrossire,
arrabbiati, turbati, ritratti dei volti
che abbiamo indossato,
nel corso del tempo,
spiando la vita
dalle finestre affacciate sul mondo,
giorni spietati e notti complici,
fiochi risvegli e sogni immensi,
balbettano sillabe profumate,
e non siamo soli,
non lo saremo mai,
nelle stanze silenziose d'attesa,
uniti dalle voci che
crescono in noi,
e abbiamo fatto nascere,
e vediamo fiorire,
e vedremo giocare
dalla finestra affacciata alla Luna.

28 Maggio 2010

24 Lune e 2 giri di Sole...

Ti Amo sempre di più

Bambina mia, mia Sposa.

Ti Amo Samanta

Buon Anniversario Amore mio

il Tuo

Roberto

08/04/10

Ring of Fire

Ring of Fire1Con quest’Anello
incendio il Giuramento dei Giorni Nuovi,
che già bruciano sopra
la Nostra pelle benedetta,
nell’Anima che sanguina Stelle Dorate
incastonate
fra caldi respiri di mani intrecciate,
sposate
dal Tempo che è stato,
nel gravido Oggi,
su Gocce d’Oceano e Chiare promesse.
 
Con questo Fuoco,
che presto sarà scritto al Presente,
i Testimoni del Messaggio
sigleranno un Patto
già fatto,
un ciondolo d’Argento
con lettere di VerdeRosa incise,
dondolerà alla Tua caviglia,
seguendo la linea calzata di Bianco,
profumata dalle Ore del Giorno,
e la melodia
degli Angeli,
e quella
degli Arcangeli.

E scriverai
il Mio Nome
sopra il Tuo Nome,
sospirando all’Alba fertile
nella fresca,
riparata,
protetta ombra del Giardino.

A Casa.

14/02/10

Grandi Speranze

Grandi Speranze

Ascoltami.

I silenzi divenuti parole cantano

la Canzone della Vita,

da vivere senza passato

per carpirne la Vera Essenza.

 

Respirami.

Inala il profumo dei sensi

che muovono le Stelle sulla strada del Sole

per condurle ai segreti svelati

e sussurrati al tuo sangue,

che ruggendo diventa il mio.

 

Assaporami.

Gusta il tempo che morde

il giorno e fugge via,

seguendo la scia dell’Uragano

smosso dalla Spirale di ieri,

visto dal cerchio cresciuto per domani.

 

Guardami.

Leggi negli occhi dell’attesa

il desiderio d’appartenere al Cielo,

di volare nel Blu sgombro da nuvole grigie,

d’immergersi nella rugiada

delle domeniche d’Estate

fatte di risvegli appena sognati.

 

Toccami.

Scivola lungo le mani strette

sui cerchi dell’Amore,

sfiora le labbra che baciano

il padre del Futuro,

accarezza la voglia che vive di Te

mentre muore con Te.

 

Sentimi.

Se muovi l’Anima all’incrocio

delle Grandi Speranze

troverai la porta di Casa

ad aspettare l’Entrata.

Aprila, Roberto. Ed io sarò lì.

Il senso delle cose è custodito

dal sapere di essere Tua.

 

 

Buon San Valentino

    Amore mio

cuore2

            Ti Amo Roberto

                          

                      La Tua

                        Samanta

Ali d’Acqua - Finale

Angel & Mermaid 08 di Robi & Samy California

I loro piedi increduli saggiavano la matericità della Spiaggia, consci di essere lì, per la prima volta, e che era sabbia quella che toccavano, bianca e consistente. Pietra erosa dal vento dei millenni, per loro, solo per loro.
Gabe si voltò verso l’Oceano da cui erano appena emersi, e riconobbe le linee delle Onde, il cui canto silenzioso tante volte aveva ammirato, abbracciato al corpo astrale di Grace. L’Ondina era al suo fianco, e gli stringeva la mano. Tremava, quella mano, era di carne e sangue e tendini e muscoli. L’aveva stretta sotto il Golden Gate, l’aveva tenuta contro il suo petto, giurando di non lasciarla mai. Ora era stretta alla sua, nella Spiaggia Bianca dove le loro impronte, finalmente, lasciavano traccie sulla sabbia.
- Realtà... - mormorò l’Arcangelo, guardandosi intorno, con un sorriso pieno di emozione.
- ...fatta Sogno - concluse Gracelyn, stringendogli ancora più forte la mano.
Camminarono senza dire altro, verso il divano rosso, che li attendeva poco distante dalla battigia. Melville il gabbiano, appena tornato da un volo di ricognizione, li aspettava, e fece loro posto, mettendosi sulla spalliera. Si sedettero, senza che le loro mani si lasciassero.
Il tessuto - impossibile dire cosa fosse, anche se al tatto sembrava pelle - era morbido e fresco, come anche l’aria intorno a loro. Un Paradiso ritrovato, o scoperto per la prima volta. In cui rimanere per sempre.
- Ma siamo veramente qui? Con i nostri corpi materiali, voglio dire? - chiese Grace, toccando con le dita la mano di Gabriel, stretta nella sua.
- Si, siamo proprio qui - rispose l’Arcangelo - finalmente possiamo sentire la brezza che ci accarezza, portandoci il profumo del mare. E il rumore delle onde, ora, copre le parole sussurrate.
- Secondo te c’è un perché?
- Non lo so... non può essere un premio, perché il nostro compito non è ancora finito. Chissà cosa accadrà ora... - disse Gabe.
Gracelyn chiuse gli occhi, e sospirò profondamente - L’Apocalisse- rispose.
- Già, soprattutto se noi rimaniamo qui...
Il Kraken e il Leviatano erano scatenati, il pianeta si trovava sull’orlo di una crisi epocale, forse definitiva, e loro erano stati mandati per compiere una missione.
Gabe si alzò in piedi, e fissò l’Oceano. Sospirò a sua volta, poi si voltò verso l’Ondina, che era rimasta distesa sul divano, con le gambe piegate, e la testa poggiata sulle braccia, fissandolo con uno sguardo indefinibile.
- Michael mi ha dato la chiave per la soluzione - disse l’Arcangelo - un paradosso scientifico.
- Forse la nostra presenza qui è legata a questo... - mormorò Grace, quasi a se stessa.
Gabriel raccontò con pochi, veloci tratti quello che lui e il fratello Celeste si erano detti, a San Francisco, prima di volare per liberarla dalla stretta morsa delle rocce, tremila metri sotto la superficie del mare.
- Cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. E il risultato è già scritto, i mostri non possono vincere. Quindi...
- Ci sono! - esclamò Gracelyn, stringendogli la mano - Dobbiamo scambiarci gli avversari! Tu il Kraken, io il Leviatano.
- Già, è proprio quello che mi ha suggerito Michael... - le rispose sorridendo Gabe.
- Si, ma dovremo farlo rimanendo qui. Saranno i nostri corpi astrali a raggiungere la dimensione terrestre e...
- ...e noi li guideremo. Da qui. Dalla Spiaggia Bianca.
Melville lanciò un grido, che ai due prescelti parve pieno di sardonica gioia.

Gracelyn osservava il corpo del mostro riverso di fronte a lei. Non era stato difficile. Aveva creato una serie di campi di forze che avevano imprigionato le bolle di energia del Leviatano, costringendole a implodere, e questo aveva esaurito le forze del colosso, che si era lentamente accartocciato su se stesso, fino a diventare una massa secca e contorta di materia inerte. Non era stato difficile, solo un po’ di sudore e un leggero mal di testa, che un soffio d’aria fresca avrebbe mandato via.

La Spada brillava nella mano di Gabriel, luminosa e tinteggiata di rosso. Il Kraken, col suo unico occhio squarciato e sanguinante, rantolava ai suoi piedi, cercando, con un ultimo guizzo, di capovolgere le sorti dello scontro.
- Non puoi combattere quello che non riesci a vedere - mormorò l’Arcangelo - e tu non hai mai visto la Luce, aberrazione infernale!
Falciò l’aria con la Lama Divina, tranciando di netto la testa del mostro, che rotolò via, lasciando dietro di sé una scia di liquido nerastro.
Gabriel alzò lo sguardo al Cielo, aprì le sue ali, e volò via, in un lampo di Luce bianca.

Chuck sedette sul ponte della barca, con la testa pesante, ma felice. Raphael e Michael, prima di volare via gli avevano spiegato cosa fosse accaduto, rassicurandolo sulle sorti di Gabe e Grace, e su quelle della sua città. Finalmente i pensieri non gli urlavano più nel cervello. Finalmente tutto era calmo, e sereno, e pacifico. A Sidney era ripresa la caotica vitalità di sempre. Pensò alla sua famiglia, che lo aspettava, poteva sentirli, con la coda della mente. Per loro, come per il resto del mondo, il tempo era tornato all’istante precedente il Disastro, cancellando ogni traccia delle devastazioni, anche dalla memoria. Chuck sorrise, e si preparò ad andare a casa.

C’era una cosa che Devereaux non aveva mai capito. E non avrebbe mai capito, ma di sicuro era importante, per comprendere la vera natura della sua enigmatica Direttrice: perché non l’aveva mai vista bere, e perché non portava mai scarpe coi tacchi alti.
- Mysteriès des femmes... - mormorò, scuotendo la testa.

- Tu lo sapevi! - sbottò Poseidon, battendo col pugno sul piano del terminale video, e lanciando una sonora risata, che riempì le stanze e i corridoi di Atlantide, facendo vibrare l’acqua dove Sirene e Tritoni nuotavano pigramente.
- Si. Ma è come un film che ti è piaciuto particolarmente - rispose il Capo - anche se conosci il finale, mantieni sempre una certa... sospensione dell’incredulità, per gustartelo ancora, e ancora, e ancora...
Poseidon socchiuse gli occhi, fissando la faccia dall’altra parte del video - Dimmi un po’ – disse - quando finirà il Mondo?
- Chiedi troppo - ridacchiò il Capo - domanda di riserva?
- Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?
- A fare qualche set di tennis? No, meglio di no... sono troppo vecchio per queste cose. Meglio un caffè.
- Si, ma solo se offri Tu! - disse il Signore di Atlantide, alzandosi dalla poltroncina.
- Mi sembra il minimo, dopo tutte le emozioni che ho fatto patire al tuo cuore stagionato!

Michael giocherellava coi bottoni della sua giacca di pelle nera -un regalo di Gabe, per la maturità - e rimaneva stranamente in silenzio.
- Cos’hai? - chiese Raphael - Mi sembri triste.
- Non è tristezza... - lo rassicurò il giovane Arcangelo - sto pensando...
L’Arcangelo Maggiore si avvicinò al compagno, e gli mise una mano sulla spalla - E a cosa pensi?
- All’Amore, Raphy, all’Amore... - disse Michael, sollevando lo sguardo. Il cielo era sgombro da nuvole, e il sole del primo pomeriggio si rifletteva sulla superficie della Baia. San Francisco era tornata alla sua consueta frenesia, tutte le tracce della distruzione arrecata dal Leviatano, scomparse, come mai avvenute.
- L’Amore, già... - mormorò Raphael, sorridendo - ...una cosa strana, dicono.
- Si, l’ho sentito dire anch’io. E vedo Gabriel come lo vive... ma non capisco... - disse il giovane, scuotendo le ali - Come funziona? Come ci si innamora? Tu che hai più esperienza, dimmi... sei mai stato...
Raphael lo interruppe con un cenno della mano, poi indicò un punto a un centinaio di metri da loro - Guarda! - disse.
Proprio sotto il Golden Gate, illuminata da un raggio di sole che si faceva spazio in mezzo all’ombra della struttura metallica, brillava una conchiglia a forma di stella.
- Bella... - disse Michael, con indifferenza.
- No - ribatté Raphael - è magnifica.
Michael guardò l’Arcangelo Maggiore, poi la conchiglia. E comprese: era vero. Non era bella. Era una magnifica meraviglia. Creata senza un apparente motivo, senza niente da capire. Meravigliosa e basta. Come l’Amore.

Le onde lambivano pigramente la sabbia della battigia. Gabe e Grace, abbracciati in silenzio sul divano, si scambiavano l’Amore con gli sguardi. Melville si alzò in volo, lasciandoli soli, e come era stato scritto, il Sole tramontò, e per la prima volta fu la Notte, accompagnata da melodie astrali cantate dalla Luna, con il suo coro di Stelle, sulla Spiaggia Bianca.

FINE

So It must be…


Auguri Samanta


Buon San Valentino

Amore mio


Ti Amo


il Tuo

Roberto

 

10/02/10

Ali d’Acqua XV

Water Wings XVIII

Emersione

Buio. Freddo. Gracelyn aprì gli occhi, ma nessuna luce spazzò via l’oscurità. Per un attimo credette di essere diventata cieca, e un brivido le corse lungo la schiena. Poi ricordò: il Kraken, la lotta, la pioggia di pietre che le rovinavano contro, seppellendola, schiacciandola sul fondo dell’Oceano.
Prima di perdere i sensi, l’Ondina si era istintivamente circondata di un campo di forza telecinetico. Quello le aveva salvato la vita, e continuava a proteggerla, sotto tonnellate di roccia, che la pressione a tremila metri di profondità saldava le une alle altre, come un tumulo.
Un debole richiamo, nella sua mente, l’aveva risvegliata. Una voce conosciuta, che la cercava, chiamandola, con disperata ostinazione. Chuck, il suo amico Chuck, che non si arrendeva, non voleva crederla morta, e questa sua fiducia quasi folle, aveva riportato indietro la Figlia dell’Oceano, persa nell’oblio.
Ma la sua condizione sembrava senza via d’uscita: le rocce, spinte dalla pressione dell’acqua, premevano sempre più contro il campo di forza, e Grace faceva sempre più fatica a mantenerlo saldo, e stabile. Presto anche la sua energia atlantidea non sarebbe più stata sufficiente a controbattere la pressione, il campo di forza avrebbe ceduto, e lei sarebbe morta.

Rumori, deboli, lontani eppure vicini. Come acciaio che cozza contro una superficie solida. E pensieri. Pensieri così potenti da accelerarle il battito del cuore. Gabriel. Il suo Gabriel. Era lì, poco distante, era lì, era venuto a salvarla. Non era morto, Gabriel! Riusciva a sentirlo, con il cuore più che con i sensi, sentiva la Spada di Luce che tagliava le rocce, cercando di creare un varco per raggiungerla. “Dio, anzi, Capo”, come avrebbe detto Gabe, “fa che resista, ti prego! Non farmi cedere proprio ora!”, pregava l’Ondina, col respiro mozzato, distesa col petto premuto contro la sabbia compatta e dura del fondo dell’Oceano.
Ma c’era un’altra Voce, oltre quella di Gabriel, oltre quella di Chuck. Grace riusciva a sentirla. E anche questa parlava al suo cuore, non al cervello, non le arrivava dai poteri telepatici, che erano il suo retaggio di Figlia del Mare. Le arrivava da Altrove. Era una Voce simile a quella di Gabe, ma più tranquilla, più consapevole, più matura. E non parlava a parole. Parlava per immagini. Grace vide scorrere davanti ai suoi occhi Poseidon e Atlantide, San Francisco, il diner, Gabriel, il Kraken, vide l’Oceano e la terra, le città e le persone, Chuck e Devereaux, vide il cielo e le nuvole, e la Spiaggia Bianca.
Se avesse ceduto, tutto sarebbe andato perso, tutto quello per cui ogni atomo del suo corpo, ogni particella intangibile della sua anima, era nata, e aveva vissuto. “Resisti”, sembrava dire quella voce, “combatti, non cedere. Non sei sola, non lo sei mai stata. Tutto esisteva prima di te, tutto continuerà ad esistere con te. Non arrenderti”.
Grace chiuse gli occhi, e strinse i denti. Il campo di forza tremò leggermente. Il rumore della Lama di Gabriel sembrava più vicino, ora. Non poteva cedere. E non per il mondo, non per l’Oceano, per la Spiaggia Bianca e nemmeno per Gabriel. Non poteva cedere per se stessa, perché tutte quelle cose non avrebbero avuto senso, senza di lei.
Gemette e urlò, stringendo i denti fino a farsi male, le unghie che affondavano nella carne dei palmi, e le vene del collo e sulle tempie sembravano sul punto di esplodere. Provava dolore in ogni muscolo e tendine, gocce di sudore le imperlavano la fronte, scendendo lungo il viso, le ossa erano sul punto di spezzarsi, mentre ogni molecola del suo essere dava energia al campo di forza, che tremava e oscillava, sotto la pressione delle rocce.
Si sentì morire più e più volte, la testa piena di quella Voce, dolce ma forte e imperiosa. E le immagini iniziavano a vorticare nel suo cervello come un caleidoscopio folle.
Si sentì morire, ma non cedette. E quando un lampo di luce, e un rumore sordo di rocce scagliate via con forza, le balenarono davanti agli occhi e nelle orecchie, e vide il volto del suo Arcangelo, stravolto dall’assoluta gioia di vederla ancora, ancora viva, un sorriso le piegò le labbra, e mormorò il nome di Gabriel, prima di perdere i sensi.

- Devi portarla in superficie - disse Raphael, poggiando una mano sulla spalla di Gabe - ora ha bisogno di Aria, e di Luce.
Gabriel annuì, e abbracciò l’Ondina, stringendola come fosse la cosa più preziosa del mondo.
- Grazie Raphael... - mormorò - senza di te, e Michael...
L’Arcangelo Maggiore sorrise, battendogli ancora la mano sulla spalla - Vai ora, lei ha bisogno d’Aria e di Luce.
Gabe ricambiò il sorriso, e si lanciò verso l’altro, stringendo Grace, ancora priva di sensi.
Salirono veloci lungo le correnti, mentre la brillantezza del sole, che illuminava di raggi diafani la superficie dell’Oceano, rifrangendosi in profondità, si avvicinava, simile all’Occhio del Capo, che li attendeva, per dar loro il bentornato.
Salirono quasi senza peso, e mentre la pressione diminuiva, e la luce aumentava, Grace si svegliò, vide quella luce sopra di lei, sentì l’abbraccio forte e familiare dell’Arcangelo stringerla e proteggerla, lo guardò negli occhi, e comprese di essere viva.
Infine emersero, rompendo l’acqua di superficie come una barriera troppo tenue per tenerli ancora a lungo imprigionati, e furono nella Luce, e nell’Aria.
La Luce dorata e l’Aria piena di profumi e armonia della Spiaggia Bianca. Si guardarono intorno, sorpresi, poi si fissarono, mentre si dirigevano lentamente, trasportati dal placido moto delle onde, l’una nelle braccia dell’altro, verso la battigia.
Quando i loro piedi materici toccarono per la prima volta la sabbia lattea della Spiaggia, dove tante volte le loro essenze spirituali si erano incontrate, si presero per mano, e si sentirono a casa.

28/12/09

28 Dicembre 2009


Sentieri di Luce che tracciano la Strada per Domani...
Sublimazione, Benedizione, Addizione...
Un movimento verso di Te, il Tuo movimento verso di me.
Voglio comandare il Tempo.
Voglio abbracciare il Destino.
Voglio sentire il morbido Urlo della Completa Perfezione.
L'odore, il calore, i colori dell'Onda.

Danza a piedi nudi, in simbiosi con il Moto del Mondo, libera dalla Forza di Gravità,
Piccola mia.
Chiudi l'Ultimo Anno Distante nello Scrigno della consapevole esperienza, apri la porta della Nuova Casa, entra.

Buon 28 Dicembre Amore mio

Ti Amo Samanta

Roberto

28/10/09

Attori e Spettatori

attori e spettatori1[5] 

Il sipario sulla Vita si apre

tra la settima e la sedicesima

lettera dell’alfabeto,

tirato da due gocce d’Angelo

cadute per caso nel Tempio del Futuro.

 

Diciassette Passi occupano la Platea

che aspetta di riempirsi di Stelle,

per offrire al Pubblico in attesa

lo Spettacolo di Luci aperte sul Mondo.

 

Il Rosso del Teatro esalta

i Colori degli Attori,

Spettatori nel Castello illuminato

dal Sole Blu di un Regno senza confini.

 

La Casa della Realtà è pronta

ad accogliere i Sogni

che attraversano lo spazio aperto

tra Camelot e Atlantide.

 

Il Re e la Regina sorridono alla Sala.

Che lo Spettacolo abbia Inizio.

 

Buon 28 Ottobre Tesoro mio

Ti Amo Robi

La Tua

Samy

19/10/09

Contact

contact3

 

Occhi infuocati,
Corpi che cantano Desideri,
Anime che si toccano.


Luce arcana che batte
Tra Sospiri effimeri,
Passi Silenziosi
in una Notte incandescente.


La vita prende Vita
Tra il Vento leggero
Che accarezza le Foglie degli Alberi.


Domani il Sole Nascerà.

10/10/09

White Sands Lighthouse

White Sands Lighthouse2

 

Letto di Mare in Tempesta,

Coperto da Sogni Realizzati,

Sospiri di Dio sfumati di Cometa.

 

Luce d'Acqua Cristallina,

che scorre lungo le Vie del Cielo,

Pioggia di Note cantate dall'Aria in Tormenta.

 

Brezza di Sole nutrita d'Arcobaleno,

protetta da Rugiada di Schiuma sfuggita alla Marea,

Riflessi colorati di Navi di Cristallo.

 

Polvere di Luna scheggiata da Fuoco di Magia,

spinta da Sedici Venti, e Quattrocentottanta Mari,

arrivata alla Battigia sulla Cresta dell'Onda

 

Da tutto questo, era nascosto il Faro

a White Sands.

White Sands Lighthouse4

01/10/09

The Player

The Player3

 

Il pizzichìo delle dita sulle corde tese

riecheggia attraverso la notte

che sospira tra gli accordi

di una nuova Canzone.

 

La Melodia comincia a scorrere

tra le vie dell’Anima

volteggiando tra turbini inquieti

come un fiume lungo l’Infinito.

 

Un salto oltre il Confine,

la Dimensione si spande

come un’Onda di Vento portato

dalle Fiamme di un Camino.

 

Non ci sono Orizzonti a delineare

il Limite tra Sangue e Materia,

vortici soffusi di elettricità

vibrano sotto mani di passione.

 

La Musica prende Vita

fra le braccia del Player,

che accarezza le curve della sua Chitarra

come fosse la Regina del suo Regno Incantato.

 

25/09/09

Onne into ‘a Nuttata

sentinel1

 

Chesta notte ‘o cielo è chino ‘e stelle,

‘nzieme ‘a voce da luna

sei cord’ stann’ accurdann ‘na canzon’

assettat ‘nzino ‘o viento.

L’onne do mare s’arricciano

e s’ perdono miezo ‘a rena,

pur’ l’acqua vulesse cantà.

 

Annanz’ ‘o fuoc’ duie guagliun’

pazzeano a fa’ e ‘nnamurat,

isso sona, essa cant’,

fann’ ammore miezo all’onne

c’ alluccano sbattenn’

‘nfaccia ‘e scogli.

 

Piccerè, che vuo’ ‘cchiù?

Nun ‘o vire ca stu guaglion’

se ne more si guarda l’uocchie tuoie?

Bivete  l’acqua e mar’

e benerici a vita soia.

Strignelo ‘cchiù forte ‘into a ‘sti braccia,

ca n’atu poc’ o sol’ se sceta,

nun adda sentì friddo.

 

Onde nella Notte

Questa notte il cielo è pieno di stelle,

insieme alla voce della luna

sei corde accordano una canzone

sedute in braccio al vento.

Le onde del mare si arricciano

e si perdono tra la sabbia,

anche l’acqua vorrebbe cantare.


Davanti al fuoco due ragazzi

giocano a fare i fidanzati,

lui suona, lei canta,

fanno l’amore tra le onde

che urlano battendo

sugli scogli.


Piccola, cos’altro vuoi?

Non lo vedi che questo ragazzo

muore guardando i tuoi occhi?

Bevi l’acqua di mare

e benedici la sua vita.

Stringilo più forte in queste braccia,

che tra un po’ il sole si sveglia,

non deve sentire freddo.